giovedì 24 luglio 2014

Vaticano
Papa Francesco ha ricevuto in tarda mattinata Meriam Yahia Ibrahim Isha
(a cura Redazione "Il sismografo")
Papa Francesco ha ricevuto alla fine della mattina Meriam, 26 anni, la giovane sudanese incarcerata per aver sposato un cristiano. La signora ha molto ringraziato il Papa per il suo sostegno e per quello della Chiesa e il Santo Padre ha ringraziato Meriam per la sua testimonianza di fede. 
"Il Papa - ha riferito il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, al termine dell'incontro - ha ringraziato Meriam per la testimonianza di fede", la donna e la sua famiglia, da parte loro, "hanno ringraziato il Papa per la vicinanza, le preghiere e il sostegno suo e della Chiesa" alla loro vicenda. Nel colloquio, "molto sereno e affettuoso", si è parlato anche del futuro della donna sudanese. Quello del Papa, ha spiegato Lombardi, "vuole essere un gesto di vicinanza a tutti coloro che soffrono per la loro fede, vissuta in situazioni di difficoltà o di restrizione, ed è per questo un simbolo che va anche al di là di questo incontro così bello".
TM News sottolinea: "Meriam Yahia Ibrahim Isha, la giovane cristiana condannata a morte a Khartoum, in Sudan, per apostasia e poi liberata, è stata ricevuta da Papa Francesco, con il marito, Daniel Wani, i due figli piccoli, e il viceministro degli Esteri Lapo Pistelli che l'ha portata oggi a Roma, per circa mezz'ora in Vaticano. Giunta poco prima delle 13, la donna ha lasciato casa Santa Marta, dove il Pontefice risiede, poco prima delle 13. Il colloquio privato, alla presenza di padre Yoannis Lahzi Gaid, sacerdote egiziano copto che svolge la funzione di segretario di Bergoglio ed ha fatto da interprete durante l'incontro, è durato un quarto d'ora, poi l'incontro si è allargato al personale che si sta occupando di Meriam.
"Il caso di Meriam aveva avuto grande eco in tutto il mondo, ricorda La Stampa, con mobilitazioni in suo favore soprattutto negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. La ventisettenne sudanese era stata arrestata e condannata a morte (per impiccagione) mentre era incinta e nel maggio scorso ha partorito in carcere una bambina. L’altro figlio, Martin, 2 anni, ha vissuto per diverso tempo in cella con la mamma. L’accusa contro Meriam, poi caduta anche grazie alla campagna internazionale a suo favore, era di aver rinnegato l’islam per la fede cristiana. Ma la comunità cristiana locale l’ha sempre respinta. Il padre di Meriam era musulmano, ma ha lasciato la famiglia quando lei aveva appena cinque anni e la ragazza è cresciuta praticando la fede della madre, cristiana ortodossa, per poi divenire cattolica poco prima di conoscere il suo futuro marito Daniel Wani nel 2011".