martedì 22 marzo 2016

Congo (Rep. Dem.)
Assassinato padre Vincent Machozi, il "Romero" del Congo. Non è mai arretrato nonostante la condanna a morte
(a cura redazione "Il sismografo")
(Francesco Gagliano) Vincent Machozi, considerato "il presidente mondiale della comunità Yira (Nande)", fino all'ultimo si è battuto, nonostante le minacce di morte ricevute, per far conoscere al mondo i massacri subiti dai civili appartenenti al maggiore gruppo etnico nel nord-est del paese, la Repubblica Democratica del Congo. È stato ucciso il 20 marzo, domenica delle Palme, da un commando di dieci uomini in uniforme dell'esercito congolese. A parlare è padre Emmanuel Kahindo, vicario generale degli Assunzionisti a Roma, anch'egli congolese: "padre Machozi era minacciato di morte da due anni e già per tre volte era riuscito a sfuggire a un omicidio" e prosegue ricordando la richiesta fattagli dal suo confratello lo scorso ottobre: "pregate per me - ci disse - perché sarò assassinato". 
Tra la testimonianza e impegno di padre Machozi, tenace e generoso, e il medesimo esempio del beato mons. Oscar Romero - del quale il 24 sarà celebrata per la prima volta la festa liturgica - si scorge un forte parallelismo nel martirio, certamente non cercato né voluto, ma mai evitato per amore della propria fede e missione.
Una consapevolezza lucida e piena, questa di padre Machozi, che non lo ha distolto, fino all'estrema testimonianza, dalla sua missione: denunciare i massacri subiti dall'etnia Yira (o Nande) nella provincia di Butembo, nel nord del Nord Kivu. Per questo aveva fondato l'associazione "Kyaghanda Yira", per far conoscere al mondo i massacri subiti da quella popolazionedi circa quattro milioni di persone - che dal 2010 era sistematicamente cacciata dalle sue terre e colpita da numerosi gruppi armati, per lo sfruttamento dei ricchi giacimenti di coltan presenti nel sottosuolo. Un vero e proprio "genocidio dell'etnia Yira" come era stato definito, solo lo scorso febbraio, dall'assemblea generale del "Kyaghanda Yira". Secondo padre Kahindo "padre Machozi era riuscito a dimostrare che Joseph Kabila (presidente della Repubblica Democratica del Congo) assieme a Paul Kagamé (presidente del Rwanda dal 2000) erano dietro tutti questi massacri; per questo chiedeva che si tenesse un incontro internazionale sullo sfruttamento del coltan in quella regione e il coinvolgimento dell'esercito regolare congolese e rwandese negli stermini".
Vincent Machozi, una vita votata alla testimonianza. 
Nato nel 1965 a 17 anni Machozi decide di entrare nella congregazione degli assunzionisti. Studia teologia in Francia e dopo l'ordinazione ad Angers nel 1994 torna nella Repubblica Democratica del Congo, a Kinshasa, per insegnare. I padri assunzionisti sono presenti dal 1929 e molto attivi nella regione del Nord Kivu: è proprio qui, a Butembo nel nord della regione, che i 170 padri assunzionisti dirigono l'istituto superiore Emmanuel d’Alzon e tante altre realtà educative e d'informazione  come Radio Moto, molto ascoltata in tutta la provincia.
A Butembo padre Machozi diventa superiore della casa di formazione assunzionista; dal 2003 al 2010 soggiorna negli Stati Uniti e proprio questa esperienza risveglia in lui l'indole giornalistica così che decide di lanciare, una volta tornato in Africa, il primo sito  francofono d'informazione sull'est della Repubblica Democratica del Congo: www.benilubero.com. In occasione del decimo anniversario del sito, lo scorso gennatio, padre Machozi era felice di poter dire che questo era ormai diventato "la memoria e il termometro di questa provincia", era felice di poter fornire "informazioni dettagliate - tramite questa piattoforma innovativa e non molto comune nel panorama africano - sui 1155 casi di martirio in tutta la Republica Democratica del Congo" e di aver denunciato "le manovre rwandesi in corso, mirate a occupare il Kivu e a balcanizzarlo, con la complicità del Congo". Il vicario padre Kahindo ha aggiunto che il suo confratello "voleva che la verità dei fatti trionfasse sulla menzogna", anche a costo di diventare il 1156 martire.
(Il sismografo - La Croix - Beni Lubero)