domenica 10 luglio 2016

Polonia
75 anni fa il massacro di Jedwabne. Per non dimenticare
Wikipedia
Il 10 luglio 1941, i polacchi di Jedwabne rastrellano casa per casa i loro compaesani ebrei e anche gli ebrei di villaggi vicini come Wizna e Kolno. Radunano in tutto 380 persone, le portano nella piazza del paese e iniziano a pestarle. Poi prendono un gruppo di 40-50 ebrei, fra i quali anche il rabbino di Jedwabne, e li costringono a demolire il monumento dedicato a Lenin, fatto costruire dagli occupanti sovietici.
Finita la demolizione, il gruppo viene trucidato e sepolto in una fossa comune insieme ai resti del monumento distrutto. Non sarà migliore la fine degli ebrei rimasti in piazza e sopravvissuti al pestaggio: qualche ora più tardi vengono condotti e rinchiusi in un granaio, al quale viene dato fuoco. Muoiono tutti, bruciati vivi. Per tanti anni la colpa di questo pogrom è stata data alle Eisatzgruppen naziste. Ma, se ancora non è chiara la presenza o meno di qualche poliziotto tedesco, è ormai accertato dagli storici il ruolo determinante del “carnefice della porta accanto” (che è il titolo di un libro sul pogrom di Jedwabne scritto da Jan T. Gross, Arnoldo Mondadori, 2002). 
Nel 17.mo incontro del Comitato internazionale di collegamento cattolico-ebraico tenutosi a New York dal 30 aprile al 3 maggio 2001 dedicato a "Il pentimento e la riconciliazione", il cardinale W. Kasper ricordò i tre punti con i quali il vescovo polacco mons. Stanislaw Gadecki aveva in precedenza riassunto la posizione della chiesa cattolica locale. "In primo luogo, devo sottolineare la responsabilità polacca nel crimine di Jedwabne. Io non giustifico in alcun modo il comportamento polacco. In secondo luogo (va ricordato che) durante la guerra, molte persone hanno cercato un capro espiatorio per le proprie disgrazie. Troppi trovarono (questo capro espiatorio) nello stereotipo degli ebrei che avevano collaborato con il regime comunista. Sappiamo che gli ebrei furono usati e abusati - come altre minoranze - da parte dei sovietici, così come i polacchi lo sono stati da parte dei tedeschi. La demonizzazione degli ebrei e l'antisemitismo basato su stereotipi tradizionali cristiani hanno influenzato anche i pogrom anti-ebraici. In terzo luogo, ciò che vogliamo, noi polacchi, è riconoscere i nostri errori e pentirci".
(Scheda Wikipedia)