martedì 2 agosto 2016

(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla, direttore editoriale de "Il sismografo") Ieri, in un post delle ore 20.05, abbiamo raccontato la commovente storia della signora Angela Orosz-Richt, canadese d'origine ungherese, che in Polonia ha potuto incontrare Papa Francesco. Angela è l'unica donna nata nel Campo di Auschwitz e sopravvissuta a quell'inferno. La mamma di Angela, la signora Vera Bein, entrò ad  Auschwitz il 25 maggio 1944, al 3° mese di gravidanza, insieme con il marito morto quasi subito; qualche mese più tardi partorì Angela. Al momento della nascita, 71 anni fa, pesava un chilo e  paradossalmente è stata questa la ragione per la quale si salvò dalla morte. Era talmente debole che non aveva forza per piangere e dunque passò inavvertita, altrimenti avrebbe fatto un'altra fine.
Nel nostro articolo abbiamo anche ricordato che la signora Angela all'inizio dell'anno ha preso parte, in Germania, come testimone in un processo contro Reinhold Hanning, membro delle SS, che a 94 anni è stato accusato di molti crimini orrendi e condannato a cinque anni di reclusione. A questo punto abbiamo citato, fra virgolette e con il rispettivo link, un articolo di “Panorama” che raccontò il processo. In questo testo del settimanale Panorama si legge "campo di concentramento polacco" (espressione usata dalla giornalista Chiara Degl'Innocenti nel suo testo citato il 17 giugno 2016).
A causa di quest'espressione ci sono pervenute alcune mail dalla Polonia contenenti insulti e accuse gratuite, sicuramente perché gli autori non hanno fatto attenzione al virgolettato o non conoscono il valore della citazione di una fonte. In un secondo momento l'agenzia russa Novosti ha informato che ci sarà una protesta formale dell'Ambasciata polacca presso la Santa Sede.
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Da parte nostra cogliamo quest'occasione per chiarire per l'ennesima volta:
1) Il Sismografo non è un blog del Vaticano, tantomeno é direttamente o indirettamente collegato a esso. Noi siamo ciò che siamo da otto anni e rispondiamo per noi stessi; i nostri successi, errori e fallimenti sono solamente frutto della nostra iniziativa. Alla luce di ciò ci sembra evidente che non occorra andare da altri a presentare rimostranze, sarebbe inappropriato e risulterebbe una perdita tempo per entrambe le parti. Avremmo accolto volentieri una precisazione di questa rappresentanza perché, lo ribadiamo, siamo gli unici responsabili di ogni cosa che facciamo.
2) Tutto ciò che linkiamo è responsabilità dell'autore e del sito indicato. Noi non sponsorizziamo nulla.
3) Quando vogliamo dare una nostra opinione abbiamo sempre specificato in modo aperto, oltre alla firma dell'autore, che si tratta di un nostro testo e se si cita un altro autore usiamo le virgolette indicando la fonte.
4) E' da molti anni che seguiamo con attenzione particolare le dolorose vicende della Shoah. Lo abbiamo fatto in questi giorni con decine di testi. Non abbiamo mai usato l'espressione "campo di concentramento polacco" anche se, nel gergo giornalistico, la si trova come riferimento alla semplice e sola collocazione geografica (e non certamente ad una presunta responsabilità della Nazione polacca).
5) Conosciamo molto bene queste vicende al punto che siamo gli unici, quando è stato ricordato il 75.mo del massacro di Jedwabne, ad aver riportato l'opinione e le considerazioni della Chiesa polacca.
Ps. Per evitare altre mail odiose riguardanti il post di ieri abbiamo lasciato una (...) al posto della parola "polacco", ma nell'originale c'è.