giovedì 2 febbraio 2017

Germania
Misericordia e autorevolezza. Invito dei vescovi tedeschi a una rinnovata pastorale sul matrimonio e sulla famiglia
L'Osservatore Romano
Se «l’indissolubilità del matrimonio è parte essenziale della fede della Chiesa», Amoris laetitia «lascia pochi dubbi circa la necessità di sguardi differenziati sulle singole situazioni di vita delle persone». Con i divorziati risposati «deve essere chiaro che essi appartengono alla Chiesa, che Dio non li priva del suo amore e che sono chiamati a vivere l’amore per Dio e per il prossimo per essere autentici testimoni di Gesù Cristo». È uno dei passaggi centrali del documento «La gioia dell’amore che viene vissuta nelle famiglie è anche la gioia della Chiesa. Invito a una rinnovata pastorale sul matrimonio e sulla famiglia alla luce dell’Amoris laetitia», reso noto ieri dalla Conferenza episcopale tedesca. Citando a più riprese l’esortazione apostolica postsinodale di Papa Francesco, i vescovi osservano come l’Amoris laetitia indichi per alcune situazioni la possibilità di «ricevere l’aiuto della Chiesa e in alcuni casi anche l’aiuto dei sacramenti» per continuare a camminare nella grazia e nell’amore di Dio.
In queste linee-guida, adottate dal Consiglio permanente il 23 gennaio, l’episcopato tedesco offre indicazioni riguardo le “fragilità” del matrimonio secondo il magistero del Pontefice: «accompagnare, differenziare, integrare». Amoris laetitia, si sottolinea, «non trascura né la pesante colpa che molte persone vivono in tali situazioni di frattura e fallimento della relazione matrimoniale né la questione problematica che seconde nozze civili contraddicano il segno visibile del sacramento matrimoniale, anche quando la persona coinvolta è stata lasciata senza colpa». L’esortazione tuttavia «non rimane nel divieto categorico e irreversibile dell’accesso ai sacramenti». Francesco scrive che «è possibile soltanto un nuovo incoraggiamento a un responsabile discernimento personale e pastorale dei casi particolari; questo dovrebbe riconoscere che, poiché il grado di responsabilità non è uguale in tutti i casi, le conseguenze o gli effetti di una norma non necessariamente devono essere sempre gli stessi». Nemmeno «per quanto riguarda la disciplina sacramentale, dal momento che il discernimento può riconoscere che in una situazione particolare non c’è colpa grave». E ancora: «A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato (che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno), si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa». In certi casi, «potrebbe essere anche l’aiuto dei sacramenti», afferma il Papa.
Secondo la Conferenza episcopale tedesca, «non tutti i credenti il cui matrimonio è fallito e che si siano separati e risposati civilmente possono ricevere indiscriminatamente i sacramenti. Sono invece necessarie soluzioni differenziate che prendano in considerazione il singolo caso, quando le nozze non possono essere annullate». Coloro che hanno il fondato dubbio della validità del loro matrimonio vanno incoraggiati a «prendere in considerazione il servizio dei giudici matrimoniali ecclesiali per verificare se siano possibili nuove nozze in chiesa». Nei casi in cui il matrimonio non sia nullo, invece, Amoris laetitita «parte da un processo di discernimento che va accompagnato da un pastore» e, in questo quadro, «apre alla possibilità di ricevere i sacramenti della riconciliazione e dell’eucaristia».
Numerose le indicazioni dettate dai vescovi. La pastorale della preparazione al matrimonio deve essere «intensificata, avere un carattere più vincolante e al tempo stesso più convincente». Da seguire la strada di un “catecumenato del matrimonio” che accompagni il cammino al sacramento come «consapevole cammino di fede», tenendo in considerazione le concrete situazioni di vita. Sarà inoltre necessario «rafforzare gli sforzi nell’accompagnamento della vita matrimoniale» e «sviluppare una spiritualità del matrimonio e della famiglia». L’accompagnamento deve essere visto anche come aiuto nei problemi e nelle difficoltà concrete della vita: «Solo in questo modo si potrà sperimentare nella quotidianità delle persone la disponibilità e l’umanità della Chiesa», scrive l’episcopato tedesco. Una delle indicazioni riguarda la dimensione della fede: «Le famiglie dovrebbero essere sostenute come luoghi di apprendimento della fede e rafforzati in questo compito spesso difficile».