domenica 5 febbraio 2017

Vaticano
A chi fa paura la svolta di Bergoglio?
La Repubblica
(Alberto Melloni) I manifesti contro il Papa apparsi sui muri di Roma sono la riprova che c'è una Italia ferox, che con la denigrazione usa e alimenta faglie profonde di risentimenti e cafoneria. Ma spiegano alla chiesa che quel mondo dei blog reazionari - il "web katto-kattivo" - non esprime più amore alla tradizione, ma un feticismo cristiano dell' antiquato, indocile al vangelo e bisognoso di visibilità.
Dell'accusa di aver «commissariato Congregazioni, rimosso sacerdoti, decapitato l'Ordine di Malta e i Francescani dell'Immacolata, ignorato Cardinali», papa Bergoglio in effetti può solo sorridere. Con la metà di quel che ha detto e fatto il cardinal Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Pio XI si sarebbe fatto restituire la berretta cardinalizia. I cavalieri di Malta sono stati vittime di un golpe interno, che il Papa ha rovesciato, restaurando la precedente sovranità.
Non è stato - ahimé - il lefebvrianesimo, ma una serie di pratiche gravi sulle persone e sui soldi, che hanno portato al tentativo di disciplinare la congregazione dei Francescani dell'Immacolata, anziché al suo scioglimento d'imperio. E i quattro anziani cardinali che hanno mandato ultimatum al Papa, come fosse imputato in un processo per eresia, non hanno subito nemmeno un richiamo alla prudenza.
Il Papa, dunque, può e deve ignorare questi episodi: il Paese meno. Che il peggior cattolicesimo abbia le stesse pulsioni aggressive della peggiore Italia non è nuovo. Ma non ha mai portato bene.