sabato 11 marzo 2017

Vaticano
Sacerdozio degli sposati. L’apertura del Papa. E per scegliere il vicario coinvolge tutti i fedeli
Corriere della Sera
(Luigi Accattoli) Le novità bergogliane non finiscono mai e così ne sono arrivate altre due: il preannuncio di una  «riflessione» sull’ordinazione a di uomini sposati e l’annuncio di una consultazione per la  scelta del nuovo vicario di Roma. Si tratta di due novità di segno riformatore, seppure non  clamorose: sull’ordinazione di uomini sposati per comunità che non hanno sacerdoti celibi si riflette da tempo e il fatto nuovo è solo che ne parla il Papa, mentre la consultazione per la scelta del  vicario — che non c’è mai stata — estende a Roma quanto già si fa, più o meno, in tutte le diocesi. 
La disponibilità a studiare l’ordinazione degli sposati Francesco l’ha detta in un’intervista al  settimanale tedesco Die Zeit: «Dobbiamo riflettere se i “viri probati” (uomini maturi viventi nel  matrimonio) siano una possibilità e dobbiamo anche stabilire quali compiti possano assumere, ad  esempio in comunità isolate. La Chiesa deve riconoscere il momento giusto nel quale lo Spirito  chiede qualcosa». «La crisi delle vocazioni sacerdotali rappresenta un problema enorme» — ha  detto ancora il Papa al settimanale — e «la Chiesa dovrà risolverlo», ma «il celibato libero non è  una soluzione», né lo è aprire le porte dei seminari a persone che non hanno un’autentica vocazione. «Il Signore ci ha detto: pregate. È questo che manca, la preghiera. E manca il lavoro con i giovani  che cercano orientamento». Il tono delle parole bergogliane non è di entusiasmo per l’ordinazione  degli sposati, ma piuttosto di disponibilità a far fronte a situazioni di bisogno. Già da cardinale  Bergoglio si era detto contrario al superamento del celibato obbligatorio: «Per il momento — aveva  detto nel libro a due con l’ebreo argentino Abraham Skorka — io sono a favore del mantenimento  del celibato, perché sono dieci secoli di esperienze positive più che di errori. È una questione di  disciplina e non di fede. Si può cambiare». Per intendere la «novità» della riflessione prospettata dal Papa occorre ricordare che l’ordinazione degli sposati c’è da sempre nelle Chiese cattoliche  orientali e che Benedetto XVI l’ha accordata anche alle comunità anglicane che passano alla Chiesa Cattolica. Quanto alla mancanza di preti celibi, il caso più drammatico è il Brasile, dove in alcune  zone i cattolici vedono un prete solo un paio di volte all’anno. La consultazione per la scelta del  nuovo vicario di Roma non è un progetto da mettere allo studio, ma è già in atto, dopo l’annuncio  dato da Francesco in un incontro a San Giovanni in Laterano con i «parroci prefetti», che sono una  trentina: preti e laici della diocesi, a partire da oggi ed entro il 12 aprile, possono scrivere al Papa  indicando esigenze, profilo e nomi per quell’incarico. Il cardinale Agostino Vallini, l’attuale vicario, compirà tra un mese 77 anni e il Papa intende nominare il successore entro la primavera.