sabato 22 aprile 2017

Vaticano
Sabato 22 aprile: la giornata del Papa
(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Udienze e nomina
*** Liturgia della Parola presieduta dal Santo Padre Francesco nella Basilica di S. Bartolomeo all’Isola Tiberina, in memoria dei “Nuovi Martiri” del XX e XXI secolo. Omelia
 "A te Signore la gloria e a noi Signore la vergogna"
- "Essi ci insegnano che, con la forza dell’amore, con la mitezza, si può lottare contro la prepotenza, la violenza, la guerra e si può realizzare con pazienza la pace."
Alle ore
17 di questo pomeriggio, nella Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, a Roma, il Santo Padre Francesco presiede la Liturgia della Parola in memoria dei “Nuovi Martiri” del XX e XXI secolo con la Comunità di Sant'Egidio. Riportiamo di seguito l’omelia che il Papa pronuncia nel corso della liturgia:
Omelia del Santo Padre
Siamo venuti pellegrini in questa Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, dove la storia antica del martirio si unisce alla memoria dei nuovi martiri, dei tanti cristiani uccisi dalle folli ideologie del secolo scorso, e uccisi solo perché discepoli di Gesù.
Il ricordo di questi eroici testimoni antichi e recenti ci conferma nella consapevolezza che la Chiesa è Chiesa di martiri. E i martiri sono coloro che, come ci ha ricordato il Libro dell’Apocalisse, «vengono dalla grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello» (7,17). Essi hanno avuto la grazia di confessare Gesù fino alla fine, fino alla morte. Loro soffrono, loro danno la vita, e noi riceviamo la benedizione di Dio per la loro testimonianza. E ci sono anche tanti martiri nascosti, quegli uomini e quelle donne fedeli alla forza mite dell’amore, alla voce dello Spirito Santo, che nella vita di ogni giorno cercano di aiutare i fratelli e di amare Dio senza riserve.
Se guardiamo bene, la causa di ogni persecuzione è l’odio del principe di questo mondo verso quanti sono stati salvati e redenti da Gesù con la sua morte e con la sua risurrezione. Nel brano del Vangelo che abbiamo ascoltato (cfr Gv 15,12-19) Gesù usa una parola forte e spaventosa: la parola “odio”. Lui, che è il maestro dell’amore, al quale piaceva tanto parlare di amore, parla di odio. Ma Lui voleva sempre chiamare le cose con il loro nome. E ci dice: “Non spaventatevi! Il mondo vi odierà; ma sappiate che prima di voi ha odiato me”. 
(Testo) *** Comunicato della Sala Stampa: Udienza alle Loro Altezze Serenissime il Principe Regnante Hans Adam II e il Principe Ereditario Alois del Principato di Liechtenstein
*** Messaggio del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso in occasione della festività buddista di Vesakh/Hanamatsuri 2017
[Text: Italiano, English, Français]
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-  "Signore, risana la nostra vita affinché proteggiamo il mondo e non lo deprediamo, e seminiamo bellezza e non inquinamento e distruzione."