lunedì 3 luglio 2017

Corriere della Sera
(Luigi Accattoli) Il cardinale Gerhard Ludwig Müller minimizza la sua «cacciata» dall' incarico curiale di prefetto alla Dottrina della fede - che gli era stato affidato nel 2012 da Benedetto - dicendosi «sorpreso ma non irritato» dalla decisione di Francesco e negando sue divergenze con il Papa. Ma in Vaticano è dominante l' opinione che le «divergenze» rispetto alle intenzioni di Bergoglio abbiano avuto un ruolo decisivo nel suo allontanamento. All'indomani della cessazione dall' incarico, nel quale è stato sostituito dal numero due della Congregazione, l' arcivescovo spagnolo Luis Francisco Ladaria, Müller ha detto ieri in dichiarazioni ai media tedeschi che «non c'erano divergenze tra me e il Papa» e che Francesco gli ha comunicato che non intende prolungare i ruoli di Curia oltre i cinque anni «ed io sono stato il primo a cui questa prassi si è applicata». Ha detto anche che non tornerà in Germania: «Condurrò lavoro scientifico, svolgerò la mia funzione di cardinale, sarò attivo nella cura delle anime. Ho abbastanza da fare a Roma». E ancora: «Continuerò a proclamare la fede e a difenderne la verità, sia che ciò appaia opportuno o inopportuno». Vedremo se davvero, d' ora in poi, Francesco sostituirà tutti i capi dicastero al compimento del primo quinquennio: pare un proposito poco verosimile e chissà se i due nel drammatico colloquio che hanno avuto nella mattinata di venerdì si saranno capiti. Le indiscrezioni dicono che il Papa intendeva proporre al cardinale il passaggio ad altri incarichi, come fece nel 2013 e nel 2014 con i cardinali Piacenza e Burke. Ma pare che Müller non li abbia neanche voluti ascoltare. Né era pensabile un ritorno in Germania come vescovo di una diocesi: il contesto tedesco gli è contrario. La ragione ultima della decisione del Papa non starebbe nella difficoltà di rapporto personale e neanche nella diversa percezione delle priorità a cui porre mano nella vita della Chiesa, ma nelle idee totalmente alternative che i due coltivano riguardo al compito della Congregazione per la Dottrina. Idee riassumibili con due battute, una di Müller e l' altra di Bergoglio. Nell' aprile del 2015 il cardinale ebbe a dire al quotidiano francese «La Croix» che con un Papa «pastore» qual è Francesco «la Congregazione ha la missione di fornire una strutturazione teologica al Pontificato». Ma Bergoglio non vede affatto così il rapporto tra pastorale e teologia e in più occasioni ha ricordato che il Papa - com' è detto nel Codice canonico - è «pastore e dottore supremo» della Chiesa. Detto altrimenti: il cardinale si è attribuito un compito di «controllore» o «arginatore» dottrinale del Pontificato che ha espresso in interventi pubblici variamente contrastanti con le intenzioni e qualche volta con le parole del Papa. La battuta di Francesco a specchio di quella del cardinale arrivò durante un colloquio con i partecipanti al Convegno della diocesi di Roma, a metà giugno dell' anno scorso: dopo aver esposto le sue intenzioni innovatrici in materia di pastorale familiare, disse: «Per favore non andate ad accusarmi con il cardinale Müller». Non era solo una battuta: lungo le settimane dei due Sinodi sulla famiglia il cardinale aveva svolto un lavoro di accompagnamento critico che Francesco di certo non apprezzava. Il resto è secondario. Sia Bergoglio sia Müller hanno fatto dei tentativi di avvicinamento reciproco in questi quattro anni. Il cardinale ha dedicato un libro al tema preferito da Francesco: «Povera per i poveri. La missione della Chiesa» (Lev 2014) e il Papa fece la prefazione a quel testo. Müller ha pure abbozzato un gesto di appianamento delle difficoltà d' intesa con un altro testo: «Benedetto & Francesco. Successori di Pietro al servizio della Chiesa» (Ares 2016). Un momento di collaborazione effettiva l' hanno poi vissuto nel comune impegno per la beatificazione dell' arcivescovo Romero: il cardinale garantì che i testi del «martire» salvadoregno non contenevano errori dottrinali. Dalla sostituzione di Müller con Ladaria verranno novità, ma non immediate né clamorose. Più novità ordinarie, di fattivo accompagnamento dottrinale a sostegno, che novità di pronunciamenti pubblici: Ladaria è persona riservatissima e tale resterà nel nuovo ruolo. Ma con lui Francesco trova un interlocutore, mentre Müller non lo era.