sabato 13 gennaio 2018

Congo (Rep. Dem.)
Messa nella cattedrale di Kinshasa per ricordare i cattolici uccisi il 31 dicembre. Rispetto per i diritti fondamentali
L'Osservatore Romano
«Abbiamo perso un fratello, una sorella, ma abbiamo trovato degli eroi veri perché hanno unito il loro sangue a quello di tutti coloro che sono morti per l’alternanza al potere, garanzia di democrazia»: parole del vescovo ausiliare di Kinshasa, Donatien Bafuidinsoni, pronunciate ieri nella cattedrale di Notre-Dame du Congo durante l’omelia della messa celebrata in memoria delle sei persone uccise il 31 dicembre dopo che le forze dell’ordine erano intervenute per disperdere una manifestazione pacifica organizzata da laici cattolici per chiedere le dimissioni del presidente della Repubblica Democratica del Congo, Joseph Kabila, il cui secondo e ultimo mandato è scaduto il 20 dicembre 2016. Alla concelebrazione eucaristica, presieduta dall’arcivescovo di Kinshasa, cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, hanno partecipato rappresentanti della nunziatura apostolica, dell’Unione europea e degli Stati Uniti, gli ambasciatori di Belgio, Francia, Canada, Regno Unito, Svezia e Paesi Bassi. «Il Canada rende omaggio alle vittime delle violenze del 31 dicembre. Richiamiamo le autorità congolesi al rispetto dei diritti fondamentali», ha scritto su Twitter l’ambasciatore Nicolas Simard.
Durante la messa ha preso la parola anche il portavoce della Conferenza episcopale, padre Donatien Nshole, che ha invitato i fedeli a «bloccare pacificamente le strade a ogni tentativo di confisca o presa di potere attraverso vie non democratiche o anti-costituzionali. Si assiste — ha proseguito — a una campagna di intossicazione, di disinformazione, di diffamazione orchestrata da responsabili delle istituzioni della Repubblica contro la Chiesa cattolica e la sua gerarchia». Nshole ha aggiunto che le elezioni presidenziali, legislative e provinciali previste nella Repubblica Democratica del Congo il 23 dicembre 2018 «sono sostenibili». Nei giorni scorsi il cardinale Monsengwo Pasinya ha denunciato «la barbarie» e ha chiesto, dopo la marcia del 31 dicembre, che «i mediocri si ritirino».
Al termine della cerimonia di ieri la polizia ha disperso la folla che si era accalcata sul sagrato della cattedrale provocando il panico tra i fedeli. Ci sono stati due feriti leggeri.
La situazione nella Repubblica Democratica del Congo è stata ricordata da Papa Francesco nel discorso ai membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. «La Comunità internazionale — ha detto il Pontefice — non dimentichi neppure le sofferenze di tante parti del continente africano, specialmente in Sud Sudan, nella Repubblica Democratica del Congo, in Somalia, in Nigeria e nella Repubblica Centrafricana, dove il diritto alla vita è minacciato dallo sfruttamento indiscriminato delle risorse, dal terrorismo, dal proliferare di gruppi armati e da perduranti conflitti».
Solidarietà e vicinanza alla Chiesa congolese giungono dai vescovi del Belgio che, in un comunicato, hanno sottolineano la loro preoccupazione per la situazione politica del paese. Nel richiamare l’attenzione dell’Unione europea e della comunità internazionale, i presuli belgi hanno auspicato che «il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali di ogni essere umano possano trionfare nella Repubblica Democratica del Congo».
Intanto il paese africano ha iniziato l’anno con forti piogge che hanno provocato morti e ingenti danni. Particolarmente colpite le parrocchie di Saint Jean-Marie Muzeyi a Lingwala e di San Massimiliano Kolbe a Selembao. Il dipartimento per le emergenze e la protezione sociale della Caritas ha compiuto una ricognizione nelle diverse parrocchie. In collaborazione con i servizi statali, i volontari della comunità hanno identificato le famiglie colpite. Considerando i bisogni primari, tra cui prodotti alimentari, abbigliamento, semi, set da cucina, materassi, Caritas Kinshasa stima il budget dei soccorsi da offrire in oltre 867.000 dollari.

L'Osservatore Romano, 13-14 gennaio 2018