sabato 13 gennaio 2018

Perù
Primavera di unità
L'Osservatore Romano
(Salvador Piñeiro García-Calderón, Arcivescovo di Ayacucho e presidente della Conferenza episcopale peruviana) Come presidente della Conferenza episcopale del Perú ringrazio Papa Francesco, successore dell’apostolo san Pietro, vicario di Cristo e pastore della Chiesa universale sulla terra, per il tempo di grazia che noi peruviani stiamo vivendo alla vigilia della sua visita. Il Perú è veramente in festa. Molte cose ci dividono nel nostro paese: la geografia, le ideologie, l’economia, ma in questa occasione stiamo lavorando uniti, gomito a gomito, come Chiesa cattolica e ci stiamo preparando spiritualmente a riceverlo.
È un grande dono non solo per i cattolici, ma anche per ogni persona di buona volontà. L’unità è un elemento che, provenendo da Cristo, genera pian piano un “albero” attraverso la famiglia, la scuola, l’università, il municipio, lo sport, la cultura, la politica; e giunge fino all’ultimo angolo del paese, dove un peruviano sa che il Papa verrà a visitarci. Visiterà pochi luoghi, ma starà in tutto il Perú. Lui vuole questa unità. Com’è bello cominciare a rimuovere dal mio cuore e dalla mia mente ciò che separa, che divide, che contrappone; questa è l’unità.
La Chiesa in Perú, e in tutta l’America latina, è piena di vita. La Chiesa è piena di freschezza, piena di consacrati, consacrate, pastori, presbiteri e laici impegnati in tutto il mondo. Stiamo vivendo una primavera. Oso dire: stiamo vivendo una bella primavera. Può essere criticata, commetteremo errori, ma vedo sempre più la Chiesa di Gesù come la Chiesa che esiste per servire, per stare in mezzo alla gente, con quanti credono e con quanti non credono, con chiunque voglia stare in dialogo o abbia bisogno di aiuto.
Oltre ad appartenere allo stesso continente e a parlare la stessa lingua, Papa Francesco ha un vincolo speciale con il Perú grazie ai santi peruviani, che sono stati menzionati dal Pontefice in diverse occasioni e la cui devozione travalica i nostri confini. Molteplici sono stati i riferimenti del Papa a santa Rosa de Lima e a San Martín de Porres, che, in un messaggio rivolto al nostro paese a motivo della sua visita, ha definito «la risorsa più bella» che ha il Perú, non solo come esempi di fede, ma anche come forgiatori di “peruvianità” e d’identità latinoamericana. «Essi hanno segnato l’America latina e hanno costruito la Chiesa. Dalla dispersione all’unità, un santo lavora sempre in questa direzione. Ed è proprio ciò che ha fatto Gesù, un cristiano deve seguire questo cammino: lavorare per l’unità» ha detto Francesco nel messaggio.
La Chiesa in Perú sta cercando con responsabilità il cammino del dialogo e dell’intesa, contribuendo a far sì che la società sia uno spazio di fraternità, di libertà e di pace. Il Papa, che è pastore della Chiesa e un uomo come gli altri, ha anche bisogno di sentire che lo sosteniamo, che stiamo con lui, che stiamo camminando insieme a lui. Invito quindi tutti i fedeli e tutti gli abitanti delle nostre città, campagne e isole a seguire con attenzione — a vedere e ascoltare — attraverso i mass media, gli interventi, le parole e i gesti di Papa Francesco, nei tre intensi giorni che trascorrerà in terra peruviana.

L'Osservatore Romano, 13-14 gennaio 2018