lunedì 11 dicembre 2017

Vaticano
Martedì 11 dicembre: la giornata del Papa
( a cura Redazione "Il sismografo") 
*** Rinuncia e nomina
*** Messaggio del Santo Padre per la XXVI Giornata Mondiale del Malato (11 febbraio 2018). Mater Ecclesiae: «“Ecco tuo figlio ... Ecco tua madre”. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé» - (Gv 19,26-27)
Cari fratelli e sorelle,
il servizio della Chiesa ai malati e a coloro che se ne prendono cura deve continuare con sempre rinnovato vigore, in fedeltà al mandato del Signore (cfr Lc 9,2-6; Mt 10,1-8; Mc 6,7-13) e seguendo l’esempio molto eloquente del suo Fondatore e Maestro.
Quest’anno il tema della Giornata del malato ci è dato dalle parole che Gesù, innalzato sulla croce, rivolge a sua madre Maria e a Giovanni: «“Ecco tuo figlio ... Ecco tua madre”. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé» (Gv 19,26-27).
1. Queste parole del Signore illuminano profondamente il mistero della Croce. Essa non rappresenta una tragedia senza speranza, ma il luogo in cui Gesù mostra la sua gloria, e lascia le sue estreme volontà d’amore, che diventano regole costitutive della comunità cristiana e della vita di ogni discepolo.
[Text: Italiano, Français, English, Español, Português]
*** Messa a Santa Marta. Lasciamoci consolare
Attaccato com’è al «negativo», alle «ferite del peccato» che porta dentro di lui, l’uomo spesso fatica anche solo a «lasciarsi consolare» da Dio. Invece la Chiesa, in questo tempo di Avvento, invita ognuno a reagire, a sollevarsi dai propri errori e ad avere «coraggio» perché Gesù viene, e viene proprio a portare «consolazione».
È questo il messaggio che Papa Francesco, durante la messa celebrata lunedì mattina 11 dicembre a Santa Marta, ha evidenziato dalla liturgia del giorno. La riflessione del Pontefice è infatti partita proprio dal brano del profeta Isaia (35, 1-10) nel quale, «in un modo un po’ bucolico», si anticipa la parte dedicata alla «consolazione di Israele», al Signore che, «consola il suo popolo, promette la consolazione, li fa tornare dall’esilio, dove c’è la tristezza, la schiavitù...». A loro che «non possono cantare, non riescono a cantare, piangono...», il Signore «promette la consolazione». Riflettendo su quanto Dio ha compiuto per gli israeliti, il Papa ha ricordato come sant’Ignazio dicesse «che è buono contemplare l’ufficio di consolatore di Cristo nostro Signore, paragonandolo al modo come alcuni amici consolano gli altri». E riguardo al fatto che «il Signore è venuto a consolarci», ha suggerito, per esempio, di ripensare «alla mattina della risurrezione nel racconto di Luca, quando Gesù apparve agli apostoli: “Ma era tanta la gioia — dice il Vangelo — che non potevano credere”, la gioia impediva di credere». Così, ha detto, «tante volte, la consolazione del Signore ci sembra una meraviglia, qualcosa di non reale».
*** XXII riunione del Consiglio dei cardinali (11 - 13 dicembre 2017)
*** Alla vigilia del quinto anniversario della sua apertura l'account Twitter di Papa Francesco supera i 43 milioni di follower. Torna al primo posto la lingua inglese
(a cura Redazione "Il sismografo") (Michel Dorais -  ©copyright)
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